Uno stipendio l’anno se ne va per raggiungere il posto di lavoro
L’emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stanno modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai centri urbani – anche Bolzano e Trento - per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese per raggiungere il posto di lavoro. È quanto emerge da un’analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. L’indagine evidenzia come il crescente divario tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro stia generando un costo fisso per milioni di famiglie e stia incidendo sulla competitività delle imprese.
“A pesare – commenta Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol - non sono infatti soltanto i costi economici della mobilità, ma anche il tempo sottratto ogni giorno alla vita privata. Ore trascorse in automobile per raggiungere il posto di lavoro o per spostarsi tra casa e città si traducono in meno tempo da dedicare alla famiglia, ai figli, alla formazione personale e al benessere. In una società che punta a migliorare la qualità della vita e a conciliare lavoro e vita privata, non possiamo ignorare il valore del tempo. Per molti lavoratori e imprenditori il costo più elevato non è quello del carburante, ma quello delle ore che ogni anno vengono perse nel traffico e negli spostamenti”.
Una famiglia che sceglie di trasferirsi fuori città per risparmiare 300 euro al mese sul canone di locazione può arrivare a sostenere oltre 2.000 euro annui aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità. In questo modo oltre la metà del beneficio ottenuto sull’affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro. Il fenomeno assume dimensioni diverse a seconda dei territori. Nelle aree metropolitane il trasferimento nella cintura urbana continua a garantire un vantaggio economico significativo, ma molto inferiore a quello che appare a prima vista. Nelle città medie, come Bolzano e Trento, il quadro è più critico: il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro l’anno.
La situazione è più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano sul territorio. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti non si limitano a raggiungere il luogo di lavoro: il lavoro stesso si svolge in movimento, tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza. Secondo le elaborazioni CNA, un serramentista percorre circa 20mila chilometri all’anno sostenendo costi di mobilità che superano i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista, la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri l’anno, il conto raggiunge i 6.700 euro. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri l’anno. Per queste imprese il costo della mobilità sfiora gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo.
“Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti – conclude Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol – per i quali servono risposte coordinate. Oltre alle politiche abitative per calmierare i costi degli alloggi nei centri urbani e nelle aree metropolitane, sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture per alzare quantità e qualità dell’offerta di trasporto pubblico locale per lavoratori e famiglie a beneficio della loro qualità della vita”.
