Tasso di imprenditorialità, Alto Adige tredicesimo in Italia. Trento è dietro

Con 91,5 imprese ogni mille abitanti, la provincia di Bolzano è al tredicesimo posto della classifica nazionale relativa al tasso di imprenditorialità, elaborata dall’Area Studi e Ricerche CNA. Trento, con 80,2 imprese per mille abitanti, è al 48mo posto, poco sotto la media nazionale. 

“Non soltanto grandi città e aree metropolitane”, evidenzia la CNA. “L’Italia continua a fare impresa attraverso una rete diffusa di distretti, città intermedie e piccoli territori. Una struttura produttiva fortemente policentrica che rappresenta uno dei caratteri distintivi dell’economia nazionale”.

Nel Paese operano poco meno di 4,8 milioni di aziende, con quasi 18,9 milioni di addetti e una dimensione media di quattro occupati. Nell’ultimo decennio il numero delle imprese è aumentato di circa 400mila unità e quello degli addetti di quasi 2,8 milioni. L’Alto Adige registra 49.187 imprese con 259.550 addetti e una dimensione media di 5,3 addetti per impresa. Il Trentino invece ha 43.730 aziende, 195.310 addetti e una media di 4,5 addetti ad azienda. 

A guidare la graduatoria della propensione imprenditoriale è Prato, con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano con 110,6 e Rimini con 105,5. All’estremo opposto si colloca il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille. Seguono Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5.

“La geografia dell’imprenditorialità - si legge nell’analisi della CNA - premia soprattutto le province del Centro-Nord caratterizzate da una forte tradizione manifatturiera e artigiana. In questi territori la presenza di distretti industriali, filiere produttive consolidate, mercati locali dinamici e una cultura del lavoro autonomo favorisce la nascita e la crescita delle imprese. Più debole appare la propensione imprenditoriale in numerose province meridionali e nelle aree interessate da spopolamento e invecchiamento della popolazione”. 

Sul tasso di imprenditorialità pesano elementi come: la struttura demografica e i flussi migratori; la presenza di grandi mercati di sbocco e di servizi avanzati; il capitale sociale, la fiducia e la cultura dell'innovazione; le infrastrutture, il credito e la burocrazia locale. 

“Questa fotografia – sottolinea Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige - conferma che la diffusione dell’impresa non dipende soltanto dalla forza economica di un territorio. A incidere sono anche la struttura demografica, la qualità delle istituzioni locali, la disponibilità di credito, le infrastrutture materiali e digitali e i tempi della burocrazia. La rete delle piccole imprese continua a rappresentare un presidio economico, sociale e occupazionale essenziale della nostra regione, da preservare con misure e forme di sostegno adatte alle PMI”.