Studio CNA: aumentano gli imprenditori con almeno 70 anni, necessari interventi

Sono 7.333 i titolari di imprese individuali in Trentino Alto Adige che hanno almeno 70 anni. Di questi, 3.962 sono in Alto Adige e 3.371 in Trentino. Rappresentano nella nostra regione l’11,4% del totale delle imprese (10,8% in Alto Adige e 12,2% in Trentino). E mentre cresce l’età degli imprenditori, si restringe la platea dei giovani che potrebbero raccoglierne il testimone. Il dossier CNA “Imprese senza ricambio” fotografa a livello provinciale e settoriale l’esposizione del sistema produttivo italiano al rischio di mancato passaggio generazionale.

In Italia i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni sono 314.824, pari al 10,7% del totale. Dieci anni prima erano 290.328 e rappresentavano l’8,9%. Gli imprenditori anziani sono aumentati di quasi 25mila unità nonostante. In Trentino Alto Adige gli imprenditori 70enni in dieci anni sono passati da 6.672 a 7.333. In Alto Adige sono cresciuti da 3.629 a 3.962, in Trentino da 3.043 a 3.371. 

La dinamica diventa ancora più significativa se osservata insieme all’evoluzione demografica e imprenditoriale dei giovani. Tra il 2015 e il 2026 la popolazione italiana tra 20 e 39 anni si è ridotta di circa 1,4 milioni di persone, quasi il 10%. E tra il 2014 e il 2024 le imprese giovanili sono diminuite di oltre 153mila unità, il 24%. Il Trentino Alto Adige su questo dato è l’unica regione in controtendenza: la popolazione tra 20 e 39 anni è rimasta stabile +0,3%, di cui +0,5% in Alto Adige e + 0,1% in Trentino; le imprese giovanili sono cresciute dell’11,6% sia a Bolzano sia a Trento. 

“Il rischio maggiore – evidenzia lo studio CNA - si determina dove le due dinamiche si sovrappongono: aumentano gli imprenditori prossimi all’uscita mentre diminuiscono i giovani disponibili a subentrare. È il caso, in particolare, di comparti come manifattura, costruzioni e commercio, fondamentali per la diffusione territoriale delle piccole imprese e dell’artigianato”.

“Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l’Italia e le Province Autonome di Bolzano e Trento devono affrontare”, afferma il presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol, Cristiano Cantisani. “Siamo stati precursori, nel 2019, ad attenzionare il fenomeno a livello territoriale con uno studio condotto insieme all’Università di Bolzano. Ogni impresa che chiude perché non trova qualcuno disposto a continuarla non rappresenta soltanto la perdita di un’attività economica. Significa disperdere competenze, professionalità, relazioni con clienti e fornitori e spesso un patrimonio costruito in decenni di lavoro. Il tema non può essere affrontato soltanto come una questione ereditaria. Serve una vera politica per la trasmissione d’impresa, favorendo l’incontro tra imprenditori che intendono uscire dall’attività e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e rendendo più semplice l’accesso al credito per chi rileva un’azienda”.

Le proposte di CNA sono le seguenti: occorre rafforzare gli strumenti fiscali e finanziari destinati al passaggio generazionale, sostenere le operazioni di workers buyout e favorire l’ingresso dei giovani nell’imprenditoria. Particolare attenzione va riservata all’artigianato e alle piccole imprese, dove il valore dell’azienda risiede spesso soprattutto nelle competenze personali dell’imprenditore e dove una successione non preparata può determinare la scomparsa definitiva di mestieri, conoscenze e produzioni.

“Le Province di Bolzano e Trento, in maniera complementare rispetto alle misure nazionali – prosegue il presidente Cantisani - possono mettere in atto strategie di sostegno che rafforzino sin dalla scuola l’orientamento verso i mestieri, affinché tra i più giovani maturi anche la vocazione all’imprenditorialità come soluzione lavorativa dopo aver svolto il necessario apprendistato in azienda. Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio. In un Paese che deve fare i conti con una popolazione sempre più anziana e con sempre meno giovani, aiutare la trasmissione delle imprese significa difendere capacità produttiva, occupazione e futuro dei territori”.