Riqualificazione urbana della zona artigianale di via Druso, nuovo iter
La riqualificazione urbana della zona artigianale di via Druso a Bolzano è stata al centro di una serata informativa organizzata da CNA Alto Adige Südtirol, alla quale hanno partecipato numerosi proprietari di immobili, produttivi e residenziali, per discutere sulla possibilità di avviare un nuovo iter urbanistico che porti a ridefinire gli spazi in modo da migliorare la coesistenza tra residenza ed imprese.
Alla presenza del presidente di CNA Alto Adige Südtirol, Cristiano Cantisani, e della direttrice Lorena Palanga, l’architetto Gianni Sarti, referente dello Sportello Casa di CNA, e l’architetto Francesco Sbetti, già incaricato dal Comune tra il 2011 e il 2015 di elaborare un progetto di trasformazione urbanistica, hanno illustrato le nuove opportunità consentite dalla legge urbanistica del 2018 e dal sempre maggiore fabbisogno di alloggi nel capoluogo. La fase progettuale dieci anni fa si era conclusa dopo aver verificato i limiti volumetrici bassi e la scarsa flessibilità dello strumento “Piano di recupero” per trasformare l’area in un adeguato mix funzionante di residenza e artigianato compatibile.
“Oggi – hanno evidenziato i due tecnici – i 2,9 ettari della zona artigianale possono essere ridisegnati procedendo per lotti, realizzando prima di tutto la piazza dell’artigianato in cui far confluire attività indispensabili per i cittadini di un’area ormai densamente abitata, ma anche un affaccio terziario e commerciale su via Druso. Il tutto verrebbe completato da residenza immersa nel verde”.
Lo strumento individuato è una variante al PUC che proponga una Zona di riqualificazione urbanistica (ZRU), corredata da un Piano di Riqualificazione Urbanistica (PRU) da sottoporre al Comune di Bolzano. L’assetto polifunzionale della ZRU dovrebbe procedere di pari passo con l’individuazione di nuove zone artigianali comunali o il riutilizzo di immobili dismessi in zone artigianali esistenti in cui trasferire le imprese oggi situate in via Druso che sono penalizzate in termini di accessibilità, logistica, movimentazione mezzi e possibilità di crescita dimensionale. L’adesione su base volontaria dei proprietari degli immobili consentirà di definire al più presto l’operazione urbanistica da sottoporre ai decisori politici.
