Rincari tra il 10% e il 35% sui materiali necessari alla produzione. Le PMI auspicano interventi di Stato e Provincia

“Per le imprese lo shock energetico causato dal conflitto nel Golfo si traduce in un aumento tra il 10% e il 35% sui costi dei materiali di produzione e lavorazione. E’ necessario avviare subito un confronto a livello nazionale per la restituzione totale alle aziende dell’extragettito IVA in modo da alleviare parzialmente i rincari delle materie prime, dei materiali e del costo dell’energia. Parimenti è opportuno un confronto con la Provincia autonoma di Bolzano per verificare forme di intervento diretto sul territorio attraverso ristori e agevolazioni finalizzate all’accesso al credito, indispensabile per garantire liquidità nei prossimi mesi. E’ quantomai urgente, inoltre, la revisione dei prezziari provinciali per gli appalti pubblici”. Lo afferma Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol, che si è fatto portavoce dei segnali che arrivano da quasi tutti i mestieri.

Comune denominatore è il costo del gasolio, stabilmente sopra i 2 euro al litro, che grava su tutte le imprese, ma è molto impattante per quelle di trasporto merci e persone, le quali hanno un’incidenza fino al 40% dei carburanti sui costi totali. I rincari nei trasporti, difficilmente trasferibili ai committenti, incidono a loro volta sui rincari dei materiali, il cui costo aumenta anche a livello di produzione, soprattutto per i derivati petroliferi.

I referenti dei mestieri più colpiti confermano il trend al rialzo dei prezzi. “Asfalti e bitume hanno subito rincari fino al 15%, mentre in tubi in polietilene sono rincarati del 10%”, afferma lo stesso Cantisani. “Tutto quel che riguarda i materiali isolanti per edifici, minerali o sintetici, costa tra il 10 e il 15% in più rispetto a due mesi fa. Stabile per adesso il cemento”, chiarisce Rudy Gabrieli (CNA Costruzioni). “Metalli e viteria viaggiano tra +8 e +10%, prezzo stabile per il vetro”, aggiunge Paolo Ferrazin (Cna Vetro, Chimica, Gomma e Plastica). Gli fa eco Marco Zanini (CNA Serramenti e infissi): “Il prodotto finito ha avuto un rincaro del 10%, pesa soprattutto il costo dell’alluminio”. Risulta per adesso stabile il legno - conferma David Lucchesini (CNA Legno e Arredo) - ma sale il prezzo della viteria e dei collanti.  

Preoccupati anche gli impiantisti. “Rame, alluminio, acciaio e tutti gli altri metalli necessari nei nostri impianti registrano ritocchi del 10% nei listini”, spiega Michael Stefaner (Cna Elettronici ed Elettrotecnici). Molto esplicito Iuri Iorio (CNA Termoidraulici): “Tubi in metallo e plastica e componenti in plastica hanno rincari fino al 30%. Esempio pratico: una vaschetta dell’acqua per il water costava 110 euro, ora ne costa 135”.

I rincari pesano molto nel settore stampa: “Siamo a +35% nei listini di materie plastiche come forex e plexiglass”, afferma Andrea Cappello (CNA Comunicazione e Terziario Avanzato).

“Una situazione esplosiva – conclude Lorena Palanga, direttrice di CNA Alto Adige Südtirol – che, nel breve e medio periodo, pur adeguando i preventivi ai committenti, comporterà crisi di liquidità e difficoltà di accesso al credito. Una strategia di intervento pubblico, sia nazionale sia provinciale, è necessaria per dare respiro alle piccole imprese e calmierare la spinta inflazionistica che coinvolge l’intera popolazione e frena i consumi”.