Ottant’anni di diritti e impresa femminile: la parità è una leva per la crescita del Paese
Non una celebrazione rivolta al passato, ma un impegno per il futuro. È il messaggio affidato dal presidente nazionale CNA, Dario Costantini, alle conclusioni del convegno “80 anni di diritti, partecipazione e impresa femminile”, promosso da CNA Impresa Donna nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati. All'evento hanno partecipato la presidente di CNA Impresa Donna Trentino Alto Adige, Patrizia Balzamà, e la direttrice Lorena Palanga.
Nell’anno in cui CNA celebra gli ottant’anni dalla sua fondazione, la Confederazione ha voluto ricordare un’altra data fondamentale della storia italiana: il 1946, quando le donne furono chiamate per la prima volta alle urne. Due percorsi nati nello stesso anno e cresciuti insieme alla democrazia, all’economia e alla società del Paese.
Costantini ha sottolineato come la piena partecipazione delle donne non rappresenti soltanto una questione di equità, ma una condizione indispensabile per la crescita. L’Italia non può permettersi di lasciare inutilizzati talenti, competenze ed energie imprenditoriali, soprattutto in una fase segnata dalla crisi demografica e dalla difficoltà di reperire nuove professionalità.
Il presidente nazionale ha ricordato con orgoglio che CNA è stata tra le prime associazioni imprenditoriali a introdurre strumenti volti a favorire la presenza femminile negli organismi elettivi. Ma il dato più significativo è la crescita spontanea delle donne ai vertici delle CNA territoriali e, in particolare, negli incarichi di direzione per i quali non esistono quote prestabilite. È la dimostrazione che, quando possono emergere senza ostacoli, competenza, capacità e autorevolezza si affermano naturalmente.
La parità, quindi, non deve essere considerata un adempimento formale. Deve diventare normalità nella vita delle imprese, delle associazioni e delle istituzioni. Per raggiungere questo obiettivo servono servizi di cura accessibili, strumenti di welfare adeguati, formazione, credito, semplificazione e politiche capaci di rendere conciliabili attività imprenditoriale, lavoro e responsabilità familiari.
Ad aprire i lavori era stata Maria Triolo, presidente nazionale di CNA Impresa Donna, che ha collocato l’iniziativa lungo il filo che unisce diritti politici, partecipazione, autonomia economica e leadership femminile. Il voto del 1946 non fu un punto di arrivo, ma l’inizio di un cammino che continua ancora oggi.
Secondo Triolo, parlare di impresa femminile significa parlare dello sviluppo complessivo del Paese. Le imprenditrici non chiedono percorsi privilegiati, ma condizioni di partenza realmente paritarie: accesso al credito, servizi, competenze, infrastrutture sociali e un contesto nel quale un progetto imprenditoriale possa essere valutato per la sua qualità e non condizionato dal genere di chi lo propone.
È questo anche il significato del Premio Aspasia – “L’In-Genio è Donna”, promosso da CNA Impresa Donna per valorizzare il contributo delle donne alla crescita culturale, sociale, economica e civile del Paese, attraverso il riconoscimento di esperienze e percorsi di particolare rilievo.
Uno dei momenti più intensi della giornata è stato la consegna del premio alla ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Prima donna nella storia della Repubblica a ricoprire la carica di presidente del Senato, Casellati è stata premiata per il suo percorso istituzionale e per aver rappresentato un punto di riferimento nella storia della partecipazione femminile ai vertici delle istituzioni italiane.
Il riconoscimento attribuito alla ministra ha assunto un valore che va oltre il singolo primato. Ogni donna che raggiunge per la prima volta una posizione di vertice contribuisce infatti ad allargare lo spazio delle possibilità per quelle che verranno dopo, rendendo più naturale una presenza femminile piena nei luoghi nei quali si assumono le decisioni.
Il Premio Aspasia è stato consegnato anche alla scrittrice, poetessa e saggista Dacia Maraini, protagonista di un dialogo dedicato all’identità femminile tra letteratura e cinema. Maraini è stata premiata per aver promosso, attraverso la letteratura, il teatro, il pensiero e l’impegno civile, una cultura fondata sul rispetto, sull’uguaglianza, sulla libertà di espressione e sulla dignità delle donne.
Il Premio Aspasia è stato consegnato, inoltre, alla giornalista Lella Golfo per aver contribuito, attraverso il proprio impegno civile e istituzionale, ad ampliare gli spazi di partecipazione delle donne nei luoghi decisionali dell’economia e delle istituzioni.
Nel saluto istituzionale, la vicepresidente della Camera dei Deputati, Anna Ascani, ha richiamato il valore storico della partecipazione delle donne alla costruzione della Repubblica. Il diritto di votare e di essere votate modificò profondamente la democrazia italiana, facendo entrare nelle istituzioni esperienze, bisogni e sensibilità fino ad allora escluse.
Ascani ha evidenziato come il percorso compiuto sia stato importante, ma non ancora sufficiente. La presenza femminile nei luoghi decisionali è cresciuta, tuttavia la parità sostanziale richiamata dall’articolo 3 della Costituzione richiede di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che continuano a limitare la partecipazione. La rappresentanza non riguarda soltanto i numeri: incide sulla qualità delle decisioni e sulla capacità delle istituzioni di interpretare l’intera società.
La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha posto l’accento sull’autonomia economica quale elemento decisivo della libertà femminile. Una donna deve poter scegliere di lavorare, fare impresa e costruire una famiglia senza essere costretta a rinunciare a una parte del proprio progetto di vita.
Per questo il sostegno alla natalità e la crescita dell’occupazione femminile non devono essere considerate politiche contrapposte. Occorre, al contrario, creare condizioni che rendano compatibili maternità, lavoro e attività imprenditoriale, rafforzando servizi, strumenti di conciliazione e condivisione delle responsabilità familiari.
La ministra Casellati ha richiamato il valore della determinazione e della competenza nel superamento delle barriere che ancora ostacolano l’accesso delle donne ai livelli più alti delle istituzioni, dell’economia e delle professioni. Il suo percorso testimonia quanto i primati individuali siano importanti soprattutto quando riescono a trasformarsi in opportunità collettive.
La giornata ha offerto anche un’analisi delle trasformazioni intervenute negli ultimi ottant’anni nel lavoro e nell’imprenditoria femminile e un confronto tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, dell’impresa, della cultura e delle professioni.
Dalla Camera dei Deputati è emersa una responsabilità comune: trasformare le conquiste formali in opportunità effettive. Per CNA significa accompagnare ogni giorno le donne che fanno impresa, sostenere il loro accesso alle risorse e alle competenze e valorizzarne la presenza nella rappresentanza.
Perché gli ottant’anni trascorsi dal primo voto delle donne non siano soltanto una pagina importante della nostra storia, ma il punto dal quale continuare a costruire un Paese più moderno, dinamico e capace di riconoscere tutto il proprio talento.
