Nuovi obblighi per gli imballaggi (Regolamento PPWR): disponibile un test di autovalutazione per le imprese
Per facilitare l’applicazione del Regolamento (UE) 2025/40, conosciuto come PPWR, la Direzione generale Economia Circolare e Bonifiche (ECB) del Ministero dell’Ambiente ha messo a disposizione di imprese e operatori della filiera degli imballaggi uno strumento di autovalutazione.
Si tratta di un percorso guidato che, attraverso una sequenza di domande, ricostruisce la posizione dell’impresa e la conduce verso gli obblighi potenzialmente applicabili. Il risultato è una prima mappa operativa utile per capire quali aspetti devono essere approfonditi e quali documenti, dati everifiche è opportuno predisporre.
Il valore dello strumento è soprattutto operativo e preventivo. Consente di affrontare la disciplina delPPWR partendo dalla situazione concreta dell'impresa, evitando approcci generici che possono portare a trascurare alcuni imballaggi, attribuire ruoli non corretti o confondere fattispecie differenti.
Il percorso può quindi rappresentare un primo supporto per individuare le aree di intervento, organizzare le informazioni necessarie, predisporre fascicoli tecnici e dichiarazioni e programmare per tempo gli adempimenti connessi alla responsabilità estesa del produttore (EPR).
Il percorso è aggiornato al 10 agosto 2026 e tiene conto del Regolamento (UE) 2025/40, della Guidance interpretativa della Commissione europea e delle FAQ disponibili a tale data. Le risultanze devono comunque essere verificate alla luce del testo ufficiale del Regolamento, degli eventuali attid elegati e di esecuzione e delle disposizioni nazionali applicabili.
Il percorso consente innanzitutto di individuare quali ruoli l’impresa ricopre nella filiera degli imballaggi. Fabbricante, importatore, primo immettitore sul mercato italiano, distributore, venditore a distanza, gestore di marketplace, operatore logistico o utilizzatore, che possono determinare responsabilità differenti.
Un aspetto particolarmente importante è che la stessa impresa può ricoprire più ruoli contemporaneamente. Lo strumento permette quindi di effettuare una valutazione complessiva, evitando di fermarsi alla prima qualifica individuata.
La seconda verifica riguarda la funzione svolta dall’imballaggio. L’analisi considera separatamente le diverse unità di imballaggio e consente di distinguere, ad esempio, imballaggi di vendita, imballaggi multipli, imballaggi di trasporto, packaging utilizzato nell’e-commerce, imballaggi aggiunti per lad istribuzione o contenitori destinati al riuso, al refill o a sistemi di deposito cauzionale.
La terza dimensione riguarda la composizione dell’imballaggio. Vengono individuati il materiale prevalente – plastica, carta e cartone, vetro, legno o metallo – e gli eventuali componenti accessori, come tappi, etichette, film e rivestimenti. Particolare attenzione è riservata agli imballaggi multimateriale o compositi, nei quali la corretta individuazione dei materiali può essere determinante per le successive verifiche.
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