In Trentino Alto Adige le imprese condotte da immigrati sono l’8,8%
Nel 2024, in Trentino e Alto Adige si contano 9.871 imprese condotte da immigrati, che rappresentano l’8,8% delle imprese del territorio. Tale incidenza è inferiore sia alla media nazionale (11,3%), sia al dato complessivo del Nord-Est (12,7%), risultando tra le più contenute dell’Italia settentrionale. Bolzano concentra il 56,0% delle imprese immigrate locali (5.528 unita), mentre Trento ospita il restante 44,0% (4.343 unita). Questi dati sono contenuti nel rapporto Idos-CNA sull’imprenditoria immigrata, presentato oggi a Roma.
“Lo studio – sottolinea Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige - fornisce fotografie dettagliate a livello regionale e territoriale. Numeri che devono servire per programmare azioni politiche concrete che consentano di agevolare l’autoimprenditorialità e la partecipazione attiva dei cittadini stranieri alla vita economica dei territori. L’esperienza dimostra come la presenza di imprenditori di origine straniera possa favorire l’innovazione, l’apertura a nuovi mercati e il rafforzamento dei processi di internazionalizzazione, grazie alla conoscenza di contesti culturali ed economici differenti. L’immigrazione, se adeguatamente guidata e accompagnata, può trasformarsi in fattore di competitività e in strumento di rigenerazione del sistema produttivo. In tale prospettiva si inserisce l’impegno della CNA Nazionale e territoriale, orientato alla valorizzazione del lavoro, della formazione e dell’iniziativa imprenditoriale come strumenti di inclusione e sviluppo, promuovendo una gestione dei flussi migratori fondata su legalità, qualificazione professionale e integrazione nel mercato del lavoro, in coerenza con le esigenze delle imprese e con i principi di coesione sociali”.
In Trentino Alto Adige la quota di imprese condotte da migranti provenienti da Paesi non appartenenti all’Unione europea è pari al 72,4%, un valore sensibilmente più basso rispetto alla media nazionale del 79,3%. Le imprese immigrate a conduzione femminile si attestano al 23,2% del totale, un dato leggermente al di sotto della media nazionale (24,7%). La componente giovanile e invece più rilevante: il 16,1% delle imprese a titolarità immigrata e gestito dai giovani, rispetto al 13,8% in Italia, con un’incidenza più elevata a Trento (16,9%) rispetto a Bolzano (15,4%).
Dal punto di vista dell’evoluzione recente, il numero di imprese condotte da immigrati in Trentino Alto Adige è cresciuto del 5,1% tra il 2023 e il 2024, un ritmo nettamente superiore a quello nazionale (+1,1%). Sul medio periodo (2014-2024) l’aumento è stato del 41,8%, a fronte del +27,1% registrato in Italia. La crescita più marcata si registra a Bolzano (+48,9%), mentre Trento segna un +33,7%. In netto contrasto, le imprese condotte da nati in Italia presentano una sostanziale stabilità (+0,5% in dieci anni), a fronte della diminuzione registrata a livello nazionale (-5,6%).
L’analisi settoriale mostra che il 57,7% delle imprese immigrate sul territorio del Trentino e dell’Alto Adige opera nei servizi, il 32,5% nell’industria e il 4,1% in agricoltura, valori simili a quelli nazionali. Piu nel dettaglio, emerge il primato delle costruzioni (28,5% - 27,2% a Bolzano e 30,2% a Trento), seguite da commercio (16,5% - 15,4% a Bolzano e 17,9% a Trento), alberghi e ristoranti (15,3% - rispettivamente 16,0% e 14,3% nelle due Province) e trasporto e magazzinaggio (6,7% - 7,0% e 6,3%). La struttura settoriale riflette l’importanza del turismo e dell’edilizia, mentre il peso del commercio è più limitato rispetto al quadro nazionale.
Gli immigrati titolari di imprese individuali sono 6.447, di cui il 25,8% sono donne, in linea con la media italiana. La distribuzione per Paese di nascita presenta tratti distintivi rispetto al quadro nazionale. In Trentino Alto Adige, il primo gruppo è rappresentato dall’Albania (19,1%), seguita da Romania (7,0%), Germania (7,0%), Marocco (6,8%) e Pakistan (6,2%). Nel complesso del Paese, invece, la graduatoria vede in testa il Marocco, seguito da Romania, Cina, Albania e Bangladesh. La composizione regionale è caratterizzata da una forte presenza di imprenditori provenienti dall’area balcanica e germanofona, con incidenze relativamente più contenute di cittadini marocchini e cinesi.
