Imprese artigiane a Bolzano, il dato è sopra la media
Il 27,4% delle imprese in Alto Adige è artigiana. Il settore pesa per il 19,2% degli addetti. E' quanto emerge dell'analisi dei dati ISTAT da parte di CNA.
A Bolzano l’artigianato continua a rappresentare una componente decisiva del tessuto produttivo locale: le imprese artigiane sono il 27,4% del totale delle imprese, mentre gli addetti impiegati nelle imprese artigiane arrivano al 19,2% del totale degli addetti nelle imprese. Un dato che conferma la forza del comparto, nonostante nell’ultimo decennio si sia registrata una flessione contenuta: tra il 2013 e il 2023 l’incidenza delle imprese artigiane è diminuita di 1,6 punti percentuali, uno dei cali più contenuti a livello territoriale, mentre la quota di addetti ha segnato una riduzione del 3,8%.
Provincia che vai, artigianato che trovi. In Italia le imprese artigiane rappresentano il 21,5% del totale delle imprese attive, ma il loro peso cambia profondamente da un territorio all’altro. È quanto emerge da un’analisi dell’Area Studi e Ricerche della CNA su dati Istat.
La provincia con la maggiore incidenza di imprese artigiane è Nuoro, dove quasi un’attività su tre, il 31,7%, è iscritta all’Albo dell’artigianato. Seguono Cuneo con il 31,5%, Fermo con il 31,3%, Asti con il 31,1% e Reggio Emilia con il 30,7%. Agli ultimi posti si collocano invece le grandi aree metropolitane: Napoli con il 10,3%, Roma con il 12,2%, Caserta con il 12,8% e Milano con il 15%.
La geografia cambia considerando gli occupati. A livello nazionale gli addetti delle imprese artigiane rappresentano il 13,4% del totale. A guidare la graduatoria è Prato, con il 31,6%, davanti a Fermo, Nuoro, Macerata e Arezzo. Anche in questo caso, nelle ultime posizioni figurano Milano, con il 4,7%, Roma con il 5,1% e Napoli con il 6,5%.
I dati confermano che in numerose province italiane l’artigianato non costituisce un residuo del passato, ma l’impalcatura del sistema produttivo locale: una rete di micro e piccole imprese specializzate nella manifattura, nei servizi, nelle lavorazioni conto terzi e nelle produzioni di qualità.
L’analisi evidenzia tuttavia un progressivo indebolimento. Tra il 2014 e il 2023 l’incidenza delle imprese artigiane sul totale è diminuita a livello nazionale di 3,9 punti percentuali. La riduzione più marcata si registra a Fermo, con otto punti in meno, seguita da Macerata, Chieti e Rieti. Sul fronte degli addetti, la perdita media nazionale è pari a 3,5 punti. Anche in questo caso Fermo registra la flessione più rilevante, mentre Prato è l’unica provincia in controtendenza, con una crescita di 2,2 punti. In provincia di Bolzano invece la flessione è contenuta, restando sotto la media nazionale con un 1,6%.
“Questa fotografia — dichiara il presidente nazionale della CNA, Dario Costantini — racconta un’Italia nella quale l’artigianato continua a essere una componente essenziale dell’economia e dell’identità dei territori. Dove è più forte, sostiene occupazione, comunità, filiere produttive e qualità del Made in Italy. Ma il ridimensionamento registrato nell’ultimo decennio rappresenta un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”. “In Alto Adige l’artigianato dimostra di essere ancora forte e radicato, manon possiamo ignorare il problema — dichiara Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige Südtirol — soprattutto per quanto riguarda il ricambio generazionale. Molte imprese sane e con mercato rischiano di chiudere perché non trovano giovani, lavoratori qualificati o persone disposte a raccoglierne il testimone. Servono strumenti per favorire la trasmissione aziendale e condizioni più favorevoli per i giovani che si avvicinano all’attività artigiana”.
