Caro carburante, le proposte di CNA Taxi ai ministri Salvini e Giorgetti

Riccardo Carboni, Presidente CNA Fita Taxi, ha redatto una nota per segnalare le criticità della categoria in relazione al caro carburante con alcune richieste di compensazione recapitata ai Ministri Salvini e Giorgetti. Ecco il testo.

Egregi Ministri,
com’è noto, le difficoltà negli approvvigionamenti di petrolio e di disponibilità di prodotti raffinati dovuti al perdurare della crisi del Golfo Persico stanno producendo delle pesantissime ricadute sul quadro economico internazionale. Con riferimento all’Italia, poi, la situazione appare ancora più critica, se si considera la scarsa autonomia energetica di cui dispone il Paese. Tra i settori più impattati – neanche a dirlo – v’è quello trasportistico, il quale dipende per il 95% dai derivati del petrolio. Sotto tale profilo, il taglio delle accise reiterato a più riprese dal Governo e poi circoscritto al gasolio, sebbene necessario ed opportuno, ha solo in parte temperato l’impennata del prezzo alla pompa dei carburanti (gasolio e benzina), che difatti continua a salire. Peraltro, anche nello stesso ambito del trasporto, alcune categorie produttive – a partire dagli oltre 24mila titolari di licenze taxi – sono rimaste escluse dal beneficio del credito d’imposta, eccezionalmente previsto per combattere “il caro carburante”.
In veste di rappresentanti di artigiani, piccole imprese e lavoratori autonomi non possiamo che auspicare una svolta. Del resto, la stagione dei tagli generalizzati parrebbe avviata a conclusione. È tempo di guardare all’uso che viene fatto del carburante consumato, con misure selettive dedicate ai soggetti economici più esposti. Il nuovo obiettivo pubblico ora apprezzabilmente perseguito dal Governo sembrerebbe quello di voler supportare, oltre alle fasce di reddito più basse, le imprese maggiormente incise dagli aumenti, per le quali, cioè, il carburante costituisce un input essenziale e, insieme, la principale variabile di costo. Tra quest’ultime, è fondamentale che venga ricompreso e tutelato il servizio taxi, in quanto attività economica della mobilità pubblica non di linea svolta in regime di tariffazione amministrata.

A giudizio di CNA Fita taxi, andrebbe pertanto apprestato un set di interventi di politica economica, allo scopo di attenuare l’erosione della redditività estraibile dall’effettuazione di servizi a tariffa pubblica predeterminata. Più precisamente:
1. a parziale recupero della mancata copertura dei mesi precedenti interessati dal costante apprezzamento del costo dei carburanti, confidiamo nel fatto che ai vettori taxi venga riconosciuto un contributo una tantum, di modo da fronteggiare più efficacemente una emergenza che stenta a rientrare nei ranghi della “normalità”;
2. dopodiché, parrebbe utile rivedere l’attuale normativa concernente i criteri di calcolo del credito d’imposta “ordinario” assegnato agli operatori del servizio di piazza, superando la logica del computo forfettario del quantitativo giornaliero di carburante e parametrato alla densità demografica del comune di rilascio della licenza, nonché ai giorni di servizio prestato (art. 3, co. 1 del d.m. 29 marzo 1994). Per renderne più equa l’applicazione, l’agevolazione andrebbe infatti definita in proporzione ai litri di carburante effettivamente acquistati per l’esercizio dell’attività e risultanti dalla documentazione fiscale;
3. poi ancora, varrebbe la pena integrare l’attuale previsione della legge quadro del trasporto non di linea, secondo la quale è l’autorità comunale a stabilire a mezzo dei rispettivi regolamenti i criteri per la determinazione delle tariffe per il servizio taxi (art. 5, co. 1, lett. c), l. n. 21/1992). Adrebbe, infatti, soggiunto che i predetti criteri debbano tenere altresì conto delle situazioni di straordinario incremento del costo del carburante, ai fini della previsione di un supplemento tariffario temporaneo ma automatico, inteso a compensare le variazioni di prezzo superiori ad una certa soglia di tollerabilità (il c.d. fuel surcharge tariffario);
4. bisognerebbe, infine, incentivare il rinnovo del parco veicolare circolante mediante il rinnovo di un contributo speciale per la rottamazione (il c.d. ecobonus), specie allo scopo di favorire l’acquisto di mezzi ad alimentazione elettrica o motorizzazione ibrida. Oltre ad abbattere le emissioni di gas climalteranti (CO2), l’effetto aggregato risiederebbe nel sostenere il progressivo affrancamento del Paese dai combustibili di origine fossile, in una chiave strategica di supporto alla ormai ineludibile differenziazione delle fonti di approvvigionamento energetico.

Egregi Ministri, consci della complessità del momento, ci rimettiamo alla Vostra sensibilità politico-programmatica per trovare delle soluzioni corrispondenti alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce con professionalità quella fondamentale funzione complementare e integrativa rispetto ai trasporti pubblici di linea. Ed allora, in vista della imminente riapertura delle scuole e della ripresa di gran parte delle attività che animano il tessuto urbano delle nostre città, sarebbe un segnale di forte vicinanza del Governo poter contare sugli interventi sinteticamente descritti.

Nel rinnovare i nostri più sinceri auguri di buon lavoro nell’esclusivo interesse della Nazione, restiamo a disposizione per ogni ulteriore approfondimento, manifestandovi, sin da subito, l’assoluta disponibilità ad essere incontrati, al fine di poter rappresentare nel dettaglio le proposte da noi tratteggiate.