Conflitto in Iran, rincari pesanti per le PMI. Produzione rallentata

“Non solo carburanti ed energia elettrica. Registriamo aumenti generalizzati del 20% per molti materiali, dal rame all’alluminio. Dal bitume alle plastiche. Inoltre, molte nostre imprese iniziano ad avvertire difficoltà di approvvigionamento che rallentano la produzione. Questi rincari sono pesanti per le piccole e medie imprese”. Lo afferma Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige Südtirol, commentando il monitoraggio effettuato da CNA Nazionale. 

L’energia elettrica guida la classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti mentre si registrano rialzi contenuti per l’acciaio, stabile invece il prezzo delle farine. Il monitoraggio realizzato da CNA presso un campione di imprese rileva un generalizzato incremento dei prezzi dei materiali, l’inizio di tensioni sull’approvvigionamento, oltre a un forte aumento dei costi di spedizione (fino a 3mila euro in più per un container standard) e coperture assicurative. Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha messo a segno un aumento del 60%, in linea con le quotazioni del gas sulla piazza di Amsterdam, mentre il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro MWh rispetto ai 102 euro della Germania, 63 euro della Francia e 48 euro della Spagna.

“Il paradosso – prosegue il presidente Cantisani - è che molte imprese vorrebbero investire per diventare più autonome dal punto di vista energetico, installando impianti fotovoltaici o convertendo i mezzi verso soluzioni elettriche, ma spesso non trovano strumenti di sostegno adeguati per affrontare questa transizione. In un territorio solido e prospero come l’Alto Adige, dove l’economia locale ha sempre dimostrato grande capacità di sviluppo e innovazione, le imprese si aspettano politiche più concrete per accompagnare questo passaggio. Senza contributi reali a favore delle singole aziende sarà difficile ridurre la dipendenza dal mercato energetico e sottrarsi a dinamiche speculative che si ripetono ormai da troppo tempo”.

Dopo l’energia elettrica, i maggiori rialzi riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40% consolidando un trend in atto da oltre un mese a causa della forte domanda da automotive e data center, mentre le quotazioni al LME segnano una flessione del 2% negli ultimi 10 giorni. A seguire il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Va meglio per l’acciaio. I coils zincati nelle ultime due settimane mostrano un aumento del 4%, i laminati a caldo del 3% e sostanzialmente stabili i laminati a freddo. Tuttavia, da inizio anno sono tre semilavorati in costante aumento intorno al 10%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%. Dopo la fiammata dei primi giorni si è stabilizzato il prezzo dei carburanti con un aumento del 15% per il gasolio e inferiore al 10% per la benzina. Altro elemento di preoccupazione è l’incertezza e la variabilità dei listini. Le quotazioni dei materiali sono valide per 24 ore, per alcuni prodotti come tubazioni e raccordi in PVC i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento prezzi. Prezzi stabili per le farine ma il settore dei prodotti da forno è tra i più sensibili alle variazioni dell’energia (le bollette incidono intorno al 14% dei costi di produzione). 

L’aumento delle bollette si farà sentire su attività ad alta intensità energetica come il settore dei lapidei dove rappresenta il 30-35% dei costi totali per le imprese di trasformazione e il 40% per le tinto-lavanderie.