CNA, la sfida del futuro: innovare per lavorare meglio e restituire tempo alle persone

Cinquant’anni di storia da raccontare, con lo sguardo rivolto al futuro. È il filo conduttore dell’evento con cui CNA Alto Adige Südtirol ha celebrato a Castel Firmiano i 50 anni di attività. A rendere ancora più significativo l’anniversario, la presenza del presidente nazionale Dario Costantini e dei presidenti regionali di CNA, riuniti per la prima volta insieme in occasione di un’assemblea territoriale. Una partecipazione che rappresenta per CNA Alto Adige Südtirol un motivo di particolare orgoglio e che rende visibile, anche fisicamente, la forza di una grande organizzazione nazionale, territori diversi, esperienze diverse, ma un’unica CNA presente in tutta Italia e capace di fare sistema.

Un anniversario che l’associazione ha scelto di trasformare in un momento di riflessione sul futuro dell’artigianato e della piccola e media impresa. Non soltanto un bilancio dei risultati raggiunti, ma un quesito rivolto al futuro: come continuare a creare benessere in un territorio che avrà sempre meno persone disponibili per lavorare? È la domanda al centro della riflessione del presidente Cristiano Cantisani, che nel suo intervento è partito dal valore delle radici per guardare alle trasformazioni che attendono imprese e territorio.

“L’artigianato non appartiene al passato. Al contrario, può essere uno dei protagonisti del futuro, a condizione che abbiamo il coraggio di cambiare”, ha sottolineato Cantisani. Una trasformazione che per CNA non significa rinunciare alla propria identità, ma utilizzare tecnologia, automazione e intelligenza artificiale per affrontare una delle sfide più importanti che l’Alto Adige ha davanti: la progressiva riduzione della forza lavoro disponibile. Secondo i dati del Servizio Mercato del lavoro della Provincia, citati nel discorso del presidente, negli ultimi quindici anni sono andati in pensione circa 35.000 lavoratori. I pensionamenti, oggi intorno ai 3.000 all’anno, sono destinati a salire a 4.000 tra cinque anni e a 5.000 tra dieci anni. Nei prossimi quindici anni andranno in pensione tra 60.000 e 70.000 lavoratori e non tutti potranno essere sostituiti. A questo si aggiunge il tema del trasferimento delle competenze: oggi circa 39.000 dipendenti altoatesini hanno più di 55 anni, un patrimonio di esperienza che nei prossimi anni dovrà essere trasferito alle nuove generazioni.
Per Cantisani, l’innovazione non va interpretata come una minaccia all’occupazione, ma come una delle risposte possibili alla carenza di personale. L’obiettivo non è sostituire l’uomo, ma automatizzare le attività ripetitive, ridurre la burocrazia e il tempo perso e consentire alle imprese di mantenere la propria capacità produttiva anche con meno persone.

Ed è proprio qui che la riflessione di CNA introduce un elemento nuovo: la produttività non dovrebbe servire soltanto a mantenere gli ottimi standard produttivi degli ultimi anni, ma anche a lavorare meglio e a restituire tempo alle persone. “Se una nuova tecnologia mi permette di produrre in sei ore quello che ieri producevo in otto, possiamo utilizzare quelle due ore per produrre ancora di più. Oppure possiamo cominciare a domandarci se almeno una parte di quelle due ore possa essere restituita alle persone”, ha spiegato il presidente Cantisani.

Da qui una nuova misura del successo dell’impresa: non soltanto fatturato, PIL e produttività, ma anche quanto tempo un’impresa riesce a restituire agli artigiani, agli imprenditori e ai propri collaboratori. Una riflessione che arriva ad una parola che Cantisani ha definito particolarmente potente: “Scegliere”.

“Il futuro – ha aggiunto Cantisani - non è semplicemente qualcosa che ci aspetta. È qualcosa che scegliamo di costruire. Cinquant’anni fa qualcuno ha scelto di costruire questa CNA. Oggi tocca a noi scegliere quella dei prossimi cinquanta”. Nei prossimi anni quindi il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa del nostro territorio sarà chiamato a un cambio di passo “che – come ha spiegato il relatore Jacopo Pertile, co-founder di Azzurro Digitale, esperto di transizione digitale – deve partire dai processi più piccoli e soprattutto da due fasi essenziali ovvero “dati organizzati” e “processi espliciti”. Non sarà semplice ed è qui che le imprese potranno contare su CNA Alto Adige Südtirol.

“Lasciar andare in ambito professionale metodi di lavoro e prassi consolidate da anni, mantenendo vive le radici e la propria identità, richiede un sostegno – ha affermato la direttrice Lorena Palanga nel suo intervento -. Ed è questo il ruolo che come associazione avremo nei prossimi mesi e anni, cambiando noi stessi e i nostri processi per rimanere al fianco delle nostre imprese e per aiutare le aziende a rimanere competitive e ad essere più appetibili come posto di lavoro per le nuove generazioni”.

Ad aprire la serata è stata la proiezione di un video che ha ripercorso la storia di questi 50 anni di CNA Alto Adige. Dal palco è intervenuto il sindaco, nonché presidente storico dell’associazione, Claudio Corrarati. A seguire i confronti sull’innovazione con la direttrice della Ripartizione provinciale Innovazione, Manuela Defant e i contributi del vicepresidente della Provincia e assessore allo Sviluppo economico Marco Galateo e dell’assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi.

Uno spazio particolare è stato dedicato alle imprese associate da 50 anni e alle persone che hanno contribuito alla crescita di CNA, con riconoscimenti a Luciano Gabrieli, alla memoria di Emilio Andolfatto e Renzo Piran, a Stefania Gander, al fondatore Pino Salvadori e alla collaboratrice Silvana Canal.

A rendere ancora più significativo l’anniversario anche due iniziative speciali. Ai partecipanti è stato consegnato il volume “50 anni di intelligenza artigianale. Radici e innovazione delle imprese di fondovalle”, una pubblicazione pensata per raccontare attraverso storie, persone e imprese il patrimonio costruito nel corso di mezzo secolo e, allo stesso tempo, il rapporto tra tradizione e innovazione che caratterizza oggi il mondo dell’artigianato. Per l’occasione è stato inoltre realizzato uno speciale annullo filatelico, destinato a lasciare una traccia concreta e simbolica della ricorrenza.