CNA FITA, l’autotrasporto merci costretto a proclamare il fermo dei servizi

Il Comitato Esecutivo di Unatras, di cui fa parte CNA Fita, ha deciso la proclamazione del fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto, dando mandato all’ufficio di Presidenza di definire giornate e modalità attuative del blocco che saranno stabilite nel rispetto dei tempi dettati dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore. Il fermo si terrà dal 25 al 20 maggio.

Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane.

I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.

L’autotrasporto italiano, che conta 100mila imprese per 500mila lavoratori, decide di fermarsi per evitare danni ben peggiori continuando a viaggiare in perdita.

Perché se si spegne l’Autotrasporto si spegne il Paese.

Per scongiurare i devastanti effetti economici che questa drastica decisione comporta, il coordinamento Unatras ritiene fondamentale che il Governo agisca urgentemente per:

  • l’emanazione del decreto attuativo del credito d’imposta già previsto e ristori compensativi del mancato rimborso accise pari a 200 euro ogni 1000 litri di gasolio acquistato;
  • interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali;
  • l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise;
  • l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.

Il 22 aprile c'è stato un incontro con i vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ottenendo riscontri positivi e impegni concreti su tutte le principali questioni all’ordine del giorno: dal caro carburante agli interventi normativi urgenti, fino alle risorse per la mobilità sostenibile e alle criticità del trasporto insulare.

Il Viceministro Rixi ha ribadito con forza la necessità di intervenire in via prioritaria su trasporti e logistica, confermando il pieno interessamento di Palazzo Chigi. La natura strutturale degli interventi richiesti — che attengono direttamente al quadro di finanza pubblica — richiede risorse significative, la cui reperibilità è stata confermata come percorribile.

Sul piano normativo, il MIT si è impegnato su due fronti immediati: la richiesta al Ministero dell’Economia e delle Finanze di anticipare l’utilizzo del credito accise rispetto agli attuali 60 giorni, e la predisposizione di una nota esplicativa ufficiale sul corretto funzionamento della clausola del fuel surcharge — strumento essenziale per la tutela economica delle imprese di trasporto.

È stata inoltre confermata ufficialmente, con comunicazione a firma UNATRAS, la disponibilità di risorse destinate al sea modal shift: fondi che, a partire dal prossimo anno, saranno alimentati anche dai proventi del sistema ETS, segnando un passo importante verso l’integrazione modale e la sostenibilità della filiera logistica.

Attenzione specifica è stata posta sul trasporto insulare, con particolare riferimento alla Sicilia. Le imprese che operano nelle isole affrontano costi strutturalmente più elevati e condizioni di mercato oggettivamente penalizzanti: UNATRAS ha ribadito la necessità di misure dedicate, e il MIT ha riconosciuto la specificità di queste realtà, impegnandosi a tenerle in considerazione nell’ambito degli interventi in corso di definizione.