CNA Costruzioni e Lapidei: primi segnali di tensione sui prezzi dei materiali da costruzione

Dopo le tensioni già registrate nella catena dei carburanti, con dinamiche sui prezzi alla pompa che nelle ultime settimane hanno sollevato più di un interrogativo, segnali analoghi iniziano ora a manifestarsi anche lungo la filiera delle costruzioni.

CNA Costruzioni sta ricevendo in queste ore numerose segnalazioni da parte delle imprese associate relative a improvvisi aumenti dei prezzi di alcuni materiali da costruzione avvenuti nei giorni scorsi, in coincidenza con le tensioni internazionali legate al conflitto in Iran.

Secondo le informazioni raccolte, si registrano incrementi che in alcuni casi raggiungono circa il +20% per il ferro e tra il +18% e il +20% per il conglomerato bituminoso e membrane, mentre per acciaio, tubazioni e raccordi in PVC diversi fornitori stanno accettando ordini con riserva di aggiornamento dei prezzi. In parallelo viene segnalata la richiesta, da parte di alcuni fornitori, di confermare i preventivi entro 24 ore, pena la possibile revisione delle condizioni economiche.

Queste dinamiche si innestano su un quadro già caratterizzato da aumenti del calcestruzzo nell’ordine del 10% registrati a inizio anno e dal rialzo dei costi del carburante, con effetti immediati sui mezzi e sull’operatività delle imprese.

L’improvvisa escalation del conflitto nell’area del Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto dell’Iran e le tensioni che si stanno determinando nello Stretto di Hormuz, sta generando forte preoccupazione anche tra le imprese del settore lapideo italiano. Si tratta di un comparto fortemente esposto agli effetti delle crisi geopolitiche, sia per la sua elevata intensità energetica sia per la forte vocazione all’export che caratterizza le produzioni italiane di marmo e pietre naturali. Sul fronte energetico, il settore teme inevitabili ripercussioni sull’andamento dei prezzi dell’energia: le lavorazioni lapidee – dall’estrazione alla segagione fino alla trasformazione dei blocchi – richiedono infatti grandi quantità di energia e qualsiasi tensione sui mercati internazionali rischia di tradursi rapidamente in un aumento dei costi di produzione.

Per queste ragioni CNA chiede che vengano attivati con urgenza tavoli di monitoraggio dedicati all’andamento dei prezzi lungo la filiera dei materiali da costruzione e che siano messi in campo tutti gli strumenti normativamente previsti per consentire l’attivazione delle clausole di revisione dei prezzi, al fine di tutelare le imprese impegnate nei lavori pubblici e privati da improvvise e ingiustificate variazioni dei costi.