CNA Carrozzieri: la norma sulla riforma RC Auto va rivista
C'è il rischio di produrre effetti negativi sulla concorrenza, sulla sostenibilità delle carrozzerie indipendenti e sulla tutela dei consumatori
CNA Carrozzieri, insieme alle altre associazioni nazionali ha inviato una nota congiunta al Sottosegretario al MIMIT, sen. Mara Bizzotto, per esprimere forte preoccupazione sull’impianto dell’articolo 11 della bozza del Disegno di Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026.
Secondo le organizzazioni firmatarie, il testo approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 23 luglio interviene sulla disciplina dell’assicurazione RC auto senza un preventivo confronto con le rappresentanze del settore dell’autoriparazione, con il rischio di produrre effetti negativi sulla concorrenza, sulla sostenibilità delle carrozzerie indipendenti e sulla tutela dei consumatori.
Nella nota, le associazioni segnalano in particolare alcune criticità:
- l’uso dei dati telematici nel sistema bonus-malus potrebbe tradursi in un ulteriore strumento di penalizzazione per gli assicurati, anziché in un reale meccanismo di trasparenza.
- una revisione al ribasso dei forfait tra compagnie rischierebbe di comprimere le tariffe orarie delle carrozzerie indipendenti, incidendo sulla qualità delle riparazioni.
- il testo non vieterebbe clausole contrattuali considerate vessatorie, che limitano la libertà del cittadino di scegliere il carrozziere di fiducia.
- non verrebbero adeguatamente tutelati il diritto alla cessione del credito e al pagamento diretto, ritenuti essenziali per l’equilibrio finanziario delle imprese di autoriparazione.
- mancherebbero misure concrete per contrastare l’aumento dei premi RC auto, con effetti penalizzanti per gli assicurati.
Le associazioni parlano inoltre di un possibile squilibrio di mercato a favore delle compagnie assicurative, a scapito della filiera dell’autoriparazione e della sicurezza dei consumatori.
Per queste ragioni, CNA Carrozzieri chiede lo stralcio dell’articolo 11 dal testo del Ddl Concorrenza 2026, almeno fino all’avvio di un confronto preliminare con le categorie interessate. Le associazioni richiamano anche la necessità di riconsiderare l’articolo 1, comma 10 della legge 124/2017, relativo alle linee guida per la riparazione a regola d’arte e per un servizio di qualità, rimaste finora sostanzialmente inattuate.
La nota si conclude con la richiesta di un incontro con il Ministero per approfondire nel merito le osservazioni e le proposte del settore.
