CNA agli Stati generali dell'Autotrasporto: “Brennero, basta blocchi. Serve una strategia europea per il traffico”

Il Brennero non può essere gestito soltanto attraverso divieti, contingentamenti e blocchi del traffico. Serve una strategia europea capace di coniugare libertà di circolazione delle merci, sicurezza stradale, tutela ambientale e competitività delle imprese. È questo il messaggio che Mirko Siviero, presidente di CNA Fita Trentino Alto Adige e delegato CNA Fita per i valichi alpini, ha portato ieri pomeriggio al tavolo sulle politiche europee degli Stati Generali delle Associazioni di categoria dell’autotrasporto, che si sono svolti ieri e oggi a Roma. Siviero ha fatto parte della delegazione di CNA composta dal presidente nazionale Michele Santoni, da Davide Pecci, Mauro Concezzi e Matteo Fabbri. 

“Il Brennero non è una questione esclusivamente regionale, ma uno dei principali corridoi del mercato unico europeo. Le restrizioni che ne limitano l’utilizzo producono conseguenze sull’intero sistema logistico, sulle imprese di trasporto e sulla competitività dell’industria italiana”, ha sottolineato Siviero.

Nel 2025 il corridoio del Brennero è stato attraversato da 2,4 milioni di camion e 12 milioni di autovetture. La sovrapposizione dei divieti di transito austriaci, del sistema di dosaggio del traffico e delle limitazioni legate ai lavori sul ponte Lueg determina ritardi, maggiori costi operativi e difficoltà nella programmazione dei viaggi. Le stime di Uniontrasporti indicano in oltre 1,8 miliardi di euro i danni subiti dalle imprese italiane di trasporto merci negli ultimi cinque anni, a cui si aggiungono gli effetti delle limitazioni infrastrutturali.

La proposta di Siviero punta a superare una gestione emergenziale del traffico e a costruire una soluzione fondata sulla collaborazione tra i Paesi interessati, sulla conoscenza della capacità effettiva del corridoio e su strumenti di regolazione alternativi ai divieti.

Le richieste presentate agli Stati Generali sono sei:

  • un incontro trilaterale Italia-Austria-Germania, con il possibile coinvolgimento della Commissione europea, per affrontare in modo unitario il funzionamento dell’intero asse Monaco-Brennero-Verona;

  • uno studio scientifico indipendente sull’impatto ambientale dei blocchi, per confrontare le emissioni e i consumi prodotti dal traffico fluido, dalle code, dalle ripartenze e dalla concentrazione dei mezzi nelle fasce diurne;

  • un’analisi della capacità effettiva del corridoio nelle 24 ore, per capire quanti veicoli possano transitare utilizzando l’infrastruttura in modo continuativo e programmato, anziché concentrare i flussi in finestre temporali limitate;

  • un sistema di pedaggio variabile per fasce orarie, da studiare sull’A22 e da valutare sia per i mezzi pesanti sia per le autovetture: tariffe ridotte nelle ore meno congestionate e maggiorate nei momenti di punta, con la possibilità di introdurre criteri premiali legati alle prestazioni ambientali dei veicoli, nel rispetto della normativa europea;

  • l’estensione del progetto BrennerLEC all’intero corridoio, valorizzando l’esperienza maturata sull’A22 con la gestione dinamica dei limiti di velocità per migliorare la fluidità del traffico e ridurre le emissioni senza ricorrere a divieti generalizzati;

  • uno studio economico-giuridico sugli effetti concorrenziali delle restrizioni territoriali in Tirolo, per verificare se le differenti condizioni di accesso alle infrastrutture penalizzino le imprese di transito rispetto agli operatori locali, con ricadute sui costi logistici e sull’equilibrio del mercato unico europeo.

Un punto centrale del documento illustrato da CNA Fita riguarda l’efficacia ambientale delle attuali misure di regolazione. Per Siviero, non è possibile dare per scontato che fermare o rallentare il traffico comporti automaticamente una riduzione dell’inquinamento. Code, soste prolungate, motori al minimo e ripetute ripartenze possono incidere sui consumi e sulle emissioni: occorre quindi confrontare scientificamente gli effetti delle diverse modalità di gestione.

La proposta si inserisce inoltre nel contesto della controversia tra Italia e Austria davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea, relativa alle restrizioni al transito dei mezzi pesanti. Secondo CNA Fita, in attesa della decisione definitiva della Corte è necessario avviare parallelamente un confronto politico e tecnico tra i Paesi interessati, senza limitarsi ad attendere l’esito del procedimento.

«Non chiediamo di ignorare i problemi ambientali o le esigenze delle comunità locali. Chiediamo di affrontarli con strumenti efficaci, misurabili e condivisi. La priorità deve essere conoscere la capacità reale del corridoio, distribuire meglio i flussi e individuare soluzioni che tutelino insieme ambiente, sicurezza e lavoro. Il Brennero è un’infrastruttura europea e come tale deve essere governato, con una programmazione europea e non attraverso una successione di blocchi che scaricano i costi sulle imprese e sull’intera filiera produttiva», conclude Siviero.