Aree produttive, necessaria una cabina di regia provinciale. Il caso Laives è significativo

“Non mancano le richieste delle imprese di realizzare nuovi insediamenti nelle aree produttive e non manca nemmeno la progettualità di CNA Alto Adige Südtirol per realizzare tali insediamenti in forma consortile, su misura per le piccole e medie imprese sia in termini di spazi sia in termini di costi. Quel che mancano sono i terreni, la volontà dei Comuni di individuare aree idonee e una cabina di regia della Provincia che possa calmierare i prezzi ed evitare speculazioni immobiliari”. Lo afferma Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol, prendendo spunto da quanto dichiarato oggi dal sindaco di Laives, Giovanni Seppi.

L’ultimo terreno disponibile a Laives Sud, di proprietà di cinque contadini, inutilizzato da 30 anni e con un piano di attuazione difforme rispetto ai confini degli appezzamenti di terreno, è stato oggetto di trattativa per oltre un anno da parte di CNA, che ha messo in campo due ipotesi: un consorzio di autotrasporto e logistica e un consorzio con attività artigianali manifatturiere.

“La prima ipotesi – chiosa Cantisani - è stata scoraggiata dal Comune di Laives quando Seppi era vicesindaco per evitare impatti forti sulla viabilità. La seconda non si è concretizzata, a differenza di quanto dice Seppi, proprio perché nella trattativa con i contadini è subentrata l’attuale proprietà del terreno che ha offerto un prezzo più alto, superiore alle possibilità economiche degli artigiani. Un’area che avrebbe potuto ospitare 10-15 piccole e medie imprese con la nostra rodata progettualità in altezza, adesso è un deposito di materiale edile. Senza terreno, il consorzio non ha avuto la possibilità di entrare in attività. Tutto lecito, quanto accaduto a Laives. Ma è anche la conferma di quel che diciamo da giugno dello scorso anno: la cosiddetta Legge Widmann, dal 2018 in poi, ha lasciato lo sviluppo delle aree produttive al libero mercato. La corsa al rialzo dei prezzi lascia sistematicamente fuori, in particolare a Bolzano e a Laives, le piccole e medie imprese, scavalcate dalle offerte di immobiliaristi, grandi industrie o perfino attività alberghiere”.

La posizione della CNA su questo tema è molto chiara: “Occorre riaprire le graduatorie provinciali per l’assegnazione dei terreni – afferma il presidente Cantisani - e, ove possibile, anche quelle comunali, ad esempio a Bolzano e Laives. La stima reale del fabbisogno dovrebbe orientare la Provincia a riprendere in mano la regia dello sviluppo delle aree produttive di interesse provinciale, che attualmente hanno solo un piccolissimo lotto disponibile a Salorno. Solo così sarebbe possibile individuare aree idonee ad ospitare le imprese in zone produttive sovracomunali. Non si può blindare il territorio di ogni comune destinandolo ad insediamenti di imprese già presenti in quel centro urbano. Il problema della mancanza di aree necessita soluzioni spalmate in un contesto di area urbana vasta attorno al capoluogo”.   

“Non mancano le richieste delle imprese di realizzare nuovi insediamenti nelle aree produttive e non manca nemmeno la progettualità di CNA Alto Adige Südtirol per realizzare tali insediamenti in forma consortile, su misura per le piccole e medie imprese sia in termini di spazi sia in termini di costi. Quel che mancano sono i terreni, la volontà dei Comuni di individuare aree idonee e una cabina di regia della Provincia che possa calmierare i prezzi ed evitare speculazioni immobiliari”. Lo afferma Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol, prendendo spunto da quanto dichiarato oggi dal sindaco di Laives, Giovanni Seppi.

L’ultimo terreno disponibile a Laives Sud, di proprietà di cinque contadini, inutilizzato da 30 anni e con un piano di attuazione difforme rispetto ai confini degli appezzamenti di terreno, è stato oggetto di trattativa per oltre un anno da parte di CNA, che ha messo in campo due ipotesi: un consorzio di autotrasporto e logistica e un consorzio con attività artigianali manifatturiere.

“La prima ipotesi – chiosa Cantisani - è stata scoraggiata dal Comune di Laives quando Seppi era vicesindaco per evitare impatti forti sulla viabilità. La seconda non si è concretizzata, a differenza di quanto dice Seppi, proprio perché nella trattativa con i contadini è subentrata l’attuale proprietà del terreno che ha offerto un prezzo più alto, superiore alle possibilità economiche degli artigiani. Un’area che avrebbe potuto ospitare 10-15 piccole e medie imprese con la nostra rodata progettualità in altezza, adesso è un deposito di materiale edile. Senza terreno, il consorzio non ha avuto la possibilità di entrare in attività. Tutto lecito, quanto accaduto a Laives. Ma è anche la conferma di quel che diciamo da giugno dello scorso anno: la cosiddetta Legge Widmann, dal 2018 in poi, ha lasciato lo sviluppo delle aree produttive al libero mercato. La corsa al rialzo dei prezzi lascia sistematicamente fuori, in particolare a Bolzano e a Laives, le piccole e medie imprese, scavalcate dalle offerte di immobiliaristi, grandi industrie o perfino attività alberghiere”.

La posizione della CNA su questo tema è molto chiara: “Occorre riaprire le graduatorie provinciali per l’assegnazione dei terreni – afferma il presidente Cantisani - e, ove possibile, anche quelle comunali, ad esempio a Bolzano e Laives. La stima reale del fabbisogno dovrebbe orientare la Provincia a riprendere in mano la regia dello sviluppo delle aree produttive di interesse provinciale, che attualmente hanno solo un piccolissimo lotto disponibile a Salorno. Solo così sarebbe possibile individuare aree idonee ad ospitare le imprese in zone produttive sovracomunali. Non si può blindare il territorio di ogni comune destinandolo ad insediamenti di imprese già presenti in quel centro urbano. Il problema della mancanza di aree necessita soluzioni spalmate in un contesto di area urbana vasta attorno al capoluogo”.